PIVA - Tavolo e 2 seggiole
Il gusto per i "capricci" naturalistici non muore a Venezia neppure a fine '700, quando intere residenze di campagna e palazzi di città vengono ristrutturati.
Non a caso il secolo si era aperto con le meraviglie allegoriche, esotiche e ghiribizzosamente vegetali del bellunese Andrea Brustolon. Il grande scultore veneto aveva saputo coniugare in un originale stile classicismo e "maraviglia, il vago oscillare dello spirito tra l'artificio del pensiero e la spontaneità dell'elemento naturale a contorno di storie che, per sorprendente magia, sapevano creare attorno a sé la strana, irreale atmosfera di un mondo mentale solo allora possibile.

Ebanisteria veneziana,
ultimo quarto del XVIII secolo.

TAVOLO SCRITTOIO
E DUE SEGGIOLINE
in legno intagliato e laccato,
piano lastronato ed intarsiato.

Tavolo: cm. 79 x 84 x 56,
Seggiole h. cm. 85

Ma il "capriccio" veneziano nel Settecento volge soprattutto al vago, romantico stormire di fronde su vetuste rovine, aspira alla delicata rimembranza che gentilmente sorprende, all'aggraziato movimento di danza di un minuetto, all'ombra che trasola di un bersò: in una forma svagata ma perfetta..

Così, nello spirito di un secolo che ha ormai superato il giro di boa e volge alla fine, alcuni esemplari - rarissimi - dell'ebanisteria veneziana per un'esclusiva classe di aristocratici che posson tutto tollerare, fuorché la noia, creano le più delicate, sognanti ambientazioni agli svaghi, alle conversazioni, alle oziose occupazioni in palazzo o in villa.

Proprio come questo tavolino con le due seggioline da porvi accanto, che nella residenza veronese dei Murari Bra doveva esser racchiuso da un bersò di rami di vite - e uccelletti e sfondi di paesaggio, chissa? - per la gioia di chi volesse ristorarsi tra musica e libri dalla vorticosa, sfibrante vita di società.

Per gli ozi in un giardino artificiale dunque uno scrittoio mirabilmente eccentrico: dove quattro nodose piante di vite - le gambe - si incrociano abbarbicando i tralci di tenui verdi fronde ondeggianti, al piano, inarcandosi lungo i lati in una fremente costruzione vegetale...