2x2 = 3.14

DISCIPLINA DEL π E NATURALE QUADRATURA DEL CERCHIO
2021



La costante matematica e geometrica più celebrata tra tutte – pi greco – della quale piace pensare e declamare l'infinita perfezione e trascendenza, perfetta non è, allo stato della sua definizione, mentre la sua versione reale, assai più verosimile, non è tra­scen­den­te, al­me­no in senso ma­te­ma­tico.
A tutt'oggi la costante π è stata ricavata dall'approssimazione di fi­gu­re e/o ac­cor­gi­men­ti ge­o­me­tri­ci tendenti a simulare una cir­con­fe­ren­za fino ed oltre i limiti de­fi­ni­bi­li, ma che non potranno con­se­gui­re il traguardo g­iac­ché il cerchio non potrà mai essere convertito in un po­li­go­no “dagli infiniti lati”.
Di conseguenza i valori calcolati non sono ‘distanze curve’ o ‘aree cur­ve’ a norma di π, nè po­treb­be­ro mai esserlo con esattezza, fin­tan­to­ché il π non fosse conosciuto a priori.

Ciò ha dato adito ad una sterminata serie dei più va­rie­ga­ti ten­ta­ti­vi, formulazioni ed applicazioni, dal lancio casuale di aghi su una mappa di line parallele, a un assurdo Disegno di Legge n. 246 del 1897 dell'Indiana (US); le più affidabili delle quali convergenti ad un tra­guar­do unico (poiché partecipi della stessa limitazione), ma con un ri­sul­ta­to che si stabilizza ai primi 5 decimali fin dai primi tentativi, senza guadagnare in precisione (cioè in curvatura) superati i primi 2, no­no­stan­te un successivo in­cre­men­to di poligoni fino a milioni di lati.

Basterebbe questo a mettere in dubbio l'assolutezza del ri­sul­ta­to; ma sfortunatamente, se il giusto π non è noto, nulla è di­mo­stra­bi­le, ed è giocoforza attenersi al risultato raggiunto.

Tanto è vero, che nel caso del π si è sentito il bisogno di dovergli de­di­ca­re una pittoresca giornata mondiale (03/14, con anche ore e mi­nu­ti!) i­sti­tu­i­ta al fine di convalidarne la definizione e l'uso; una ma­nie­ra dav­ve­ro inusitata se riferita a quella che dovrebbe essere la cer­tez­za di una costante matematica.
Non poteva quindi non finire sotto i riflettori di AstroTime, per una analisi delle condizioni celesti che l'hanno posta in essere, non priva di risvolti interessanti.
Assai più ‘rigorosamente’ invece, una di­mo­stra­zio­ne di un secolo pre­ce­den­te stabiliva per voce ufficiale ed accreditata di Ferdinand von Lin­de­mann, l'im­pos­si­bi­li­tà di quadrare il cerchio con l'uso di ri­ghel­lo e com­passo, stante la trascendenza di π.
Naturalmente, la trascendenza era e resta quella del π istituito in tal modo…

Ma il π in geometria naturale esiste, destinato ad emergere fin da un mio primo studio nel 2003, quando scoprii e resi note (nel trattato sui “5 Riti tibetani”), le straordinarie proprietà auree del profilo trian­go­la­re della grande piramide di Giza. La misura aurea in ogni senso di tale triangolo, dallo stesso perimetro ai cerchi, cir­co­scrit­to ed in­scrit­ti, dopo anni di disamina, accentuata dalla pro­get­ta­zio­ne e re­a­liz­za­zio­ne del primo Sri Chakra yantra mai visto completo e perfetto, ha fat­to emergere come dal suono di un dia­pa­son u­ni­ver­sa­le, il π na­tu­ra­le, sempre esistito, non solo ri­con­du­ci­bi­le ad una e­qua­zio­ne al­ge­bri­ca, ma fattore determinante di e­qui­li­bri ondulatòri, fisici, gra­vi­tativi etc.

Approfondimenti più recenti (2024) infine, hanno evidenziato co­me il Grande Triangolo Aureo sia dotato di tali straordinarie ca­rat­te­ri­stiche matematiche e geometriche non soltanto legate alle tan­gen­zialità dei cerchi circoscritto e suoi derivati in rapporto au­reo concentrico, ma anche proporzioni auree proprie, sia riguardo ai lati e perimetro, che all'area rispetto quella dei cerchi, tanta per­fe­zio­ne da giustificare appieno l'at­tri­bu­to di “DIVINO TRIANGOLO”.
Descrizioni e dettagli di calcolo, dati i miei tempi di ricerca a sta­­di alterni e separati, sono illustrati su più pagine, so­prat­tut­to pres­so: pi-day.eye-of-revelation.org/quadratura-del-cerchio-con-il-vero-pi.html e condensati in aggiunta integrativa nel trattato «2x2=3.14.pdf»

Da un lato si predispone un π = 3.1416 (approx. da 3.141592…) che non può far nien­te altro che dover essere introdotto manualmente in qualunque modalità di calcolo; dall'altro, la geometria stessa rivela un π = 3.14460 che risolve implicitamente la rettifica e la qua­dra­tu­ra di archi e cerchio, relazioni interne fra ogni parte la­ten­te, essendo de­ri­va­to dalla semplice formula:

π = √
(5 -1) / 2

(anche se da moltiplicare ×4 per rispettare la convenzione)
e integrabile in modo algebrico a qualunque altra formula.

Le prime tre cifre decimali significative abbattono il π finora cal­co­la­to, di ben 3 millesimi fin dall'applicazione di poligoni da 2 a 4mila lati; e se vi è un errore per difetto nell'elaborazione applicata, in­cre­men­ta­re il nu­me­ro di lati ha l'effetto di accumularlo, sebbene con ret­ti­fi­che di sem­pre minor peso.



– 2026 –
Tutto que­sto, co­me ho fi­nal­men­te po­tu­to e­nun­cia­re nel mar­zo 2026, con un mio sto­ri­co o­mag­gio al Pi day, è ac­qua pas­sa­ta!

Ho introdotto alla pa­gi­na pre­ce­den­te di a­ve­re ri­sol­to de­fi­ni­ti­vamente l'e­nig­ma plu­ri-mil­le­na­rio, che non la­scia spa­zio a ri­pie­ghi di qua­lun­que ge­nere.

Il risultato è tutto qua;
an­che se saranno in mol­ti a non vo­ler­lo ve­de­re, po­i­ché trop­pe pa­gi­ne si do­vran­no ri­scrivere e tan­ti co­pia­/in­col­la rieditare